Sotto il tappeto a Piazza del Plebiscito

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Abitudine mattutina discutibile – questo sicuramente – di una buona percentuale di giovani napoletani nati dopo l’ottantatrè è quella, appena svegli, di pigliarsi il caffè e dare un occhio a Feisbuk.

Una mattina della settimana scorsa, con la tazzina in una mano e la rotella del mouse nell’altra, e con un buon pezzo in sottofondo – questo qui – scorrendo la Home dell’amato/odiato social network ho visto diversi amici condividere quella che è stata la notizia del giorno: Piazza del Plebiscito ripulita dai graffiti e dalla sporcizia per le riprese del nuovo film di Mario Martone, intitolato “Il giovane favoloso”.

Il link condiviso – a cui potete dare un occhio qui – era correlato di foto al set e alle riprese che mostravano comparse e attori in costumi d’epoca, incastonati tra il bianco splendente dei marmi e delle colonne della Basilica di San Francesco di Paola e delle statue equestri dei Borbone, con il mare ed il fianco del Vesuvio sullo sfondo.

Chiaramente, quella mattina della settimana scorsa, come prima cosa dopo aver letto e visto, anch’io ho condiviso il famoso link, e con tanto di errore di battitura dovuto all’occhio azzeccato di sonno, nello stile quasi epigrafico della mente appena sveglia neanche in grado di imbastire una consecutiva, questo è stato il mio commento:

“Emoziona vedere finalmente il bianco dei basamenti delle statue equestri.
Una delle più belle piazze che si possano pensare, affacciata sul mare.
Sempre vi dovete mettere scuorno, però”.

Chiaramente, da fanatica di quella che è una città bistrattata persino da chi l’amministra, quel giorno ho voluto andare a vedere la piazza messa a lucido ed ingioiellata, dopo il caffè, un pranzo frettoloso compensato da un babà a crema da Scaturchio e una passeggiata sotto l’ombrello da San Domenico alla Galleria Umberto I.

“Che fai, ci vieni a vedere Piazza del Plebiscito?”

La piazza era incorniciata dalla pioggia fitta, nel buio della sera che di questi tempi arriva già alle cinque. Stretta nel cappotto, ho misurato i passi sotto il colonnato semicircolare, fino a giungere al suo centro, al pronao della basilica.

La curiosità che ha affrontato il diluvio di quel pomeriggio si è scontrata con una mano di pittura stesa ad altezza uomo. Pennellate di grigio e di bianco, ben visibili, passate sulle colonne e sui pilastri del pronao,  ma solo dove era necessario alle riprese.

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L’incredulità ha avuto bisogno di toccare con mano, per constatare al tatto che veramente i marmi ottocenteschi erano stati ricoperti di una non meglio identificata pittura.

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La pioggia era finita, così ho voluto avvicinarmi alle statue equestri di Carlo III e Ferdinando I, magnifiche opere di bronzo poste su podi di marmo.

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Lì, lo scarso rispetto per il patrimonio storico e per la sua conservazione si è trasformato addirittura in una presa in giro fatta di carta da parati simil marmo, ritagliata in strisce verticali ed applicata secondo necessità.

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Come spazzare la polvere sotto il tappeto.

La rabbia mi ha portato il giorno dopo ancora lì, armata di macchina fotografica, a documentare lo scempio immersa nel gelo pomeridiano di questi giorni.

Qui, tutte le foto che ho scattato.

A prescindere dalle eventuali considerazioni e sicure jastemme – delle quali vi parlerò domani – che tutto ciò ha provocato in me, rimane il fatto che queste fotografie costituiscono ancora una volta il documento del  decadimento e dello stato d’abbandono in cui versa il patrimonio monumentale cittadino.

Come se questo non esistesse, come se non fosse storia, come se non fosse neanche patrimonio costituente un’ipotetica fonte di introito e forse anche di vanto per la nostra città; come se Napoli, ancora una volta, come dice un famoso testo che non amo molto, fosse solo “‘na carta sporca, e nisciuno se ne ‘mporta” .

E se Pino Daniele mi faceva schiattare in corpo, figuratevi questi qua.

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85 thoughts on “Sotto il tappeto a Piazza del Plebiscito

  1. Il tuo post è un segnale di speranza per chi ha cura del nostro patrimonio. E’ incredibile che una cosa del genere non sia in prima pagina sui giornali locali. E’ incredibile che il sovrintendente abbia permesso tutto questo. Brava!

    • Prof, La ringrazio!

      Sono anni che osservo impotente costanti manifestazioni di noncuranza – se non addirittura strafottenza – nei riguardi del patrimonio artistico cittadino. Rabbia, speranza e voglia di cambiare sono i propositi che animano il mio spirito.

      Sono convinta che Napoli è una città che merita, e che le cose cambieranno.

      Un saluto e grazie ancora!

  2. Cercando di mettermi nei panni del Comune, mi chiedo che cosa avrebbe dovuto rispondere alla produzione che doveva girare il film (di certo non gratis). “Mi dispiace, Piazza del Plebiscito come è ora è impresentabile, tornate fra un anno quando avremo finito di restaurare la piazza?”. E’ già un miracolo sia capitato ora, con i lavori al colonnato appena iniziati, visto che per anni quella piazza è stata abbandonata a sé stessa. E, bisogna dirlo, non solo dalle istituzioni, ma dai cittadini stessi. I marmi infatti non si imbrattano da soli…

  3. Ci sono gli estremi per presentare un esposto alla Procura per danni al Patrimonio. Oltre a chi ha commissionato gli interventi e a chi materialmente li ha compiuti, ce n’e anche per la Soprintendenza, che però potrebbe anche costituirsi parte lesa se non interpellata.
    Che facciamo?

  4. Scusami eh? Ma tu veramente hai creduto che Mario Martone arrivava cazzo cazzo e 1. La produzione gli dava i soldi per ripulire il Plebiscito e fare del bene a Giggino oppure 2. Giggino gli dava i soldi per ripulire il Plebiscito e farsi bello a Venezia l’anno prossimo? Io non ci vedo nulla da denunciare o jastemmarci contro. O ancor peggio da scandalizzarsi. E poi basta co’ sto povera Napoli come se la città vivesse di vita propria! Basta co’ sta retórica da quattro soldi. Centinaia d’anni di mentalità lazzara e borbonica (con un enorme vaffa a chi ancora invoca il ritorno di quei porci) certo non la cambiamo noi tastieristi da strapazzo.

  5. Cara Ilaria la sensazione che ormai ho da tempo e che mi spegne ogni giorno di più l’entusiasmo che invece vedo che tu hai – e che ti invidio – é che ogni passo che si fa, è sempre un passo indietro e mai un passo in avanti. Ogni occasione non è mai buona per migliorare. Ogni giorno é sempre un poco poco peggio. E questo ormai da anni. Buon blog, che da oggi seguirò!

    • Ciao Marco, io credo che non dobbiamo perdere l’entusiasmo.
      Se lo perdiamo, allora ce ne andiamo! Ed io non voglio andarmene di qui, non voglio lasciarla a loro questa città.
      Io però riesco a vedere che ogni giorno qualcosa migliora.
      Spero che in questo blog tu riesca a vedere la stessa cosa!

      A presto!

  6. la polvere sotto al tappeto… i rifiuti sotto terra, le strade rattoppate e mai riasfaltate, pompei sbriciolata da maltempo e dall’incuria e ora monumenti ricoperti con carta da parato, siamo diventati la città dell’approssimazione, ottima denuncia speriamo venga colta da chi di dovere

  7. Cara. Ma cosa avresti voluto da una ditta privata (detta “produzione”) che paga le riprese di un film? Il restauro dei monumenti della piazza? Quelli hanno 1 giorno contato x le riprese,i ragazzi del la scenografia lavorano di notte x rendere il set pronto al mattino..cosa avresti voluto? Perchè tanta rabbia? X un verso è anche bello che l’immagine resa in tv o al cinema sia di una piazza splendida e chissà che un colpo d’occhio dato dal vivo da tanti cittad e qlche autorità non li sensibilizzi ad impegnare risorse affinchè un domani sia veramente così… Ma di cosa ti sei tanto arrabbiata?

  8. una cosa incredibile, terribile, ne parlava anche il corriere del mezzogiorno qualche giorno fa. ma d’altronde, appunto, cosa poteva mai fare la produzione? mica poteva restaurare la piazza… spero solo che questi interventi non abbiano provocato altri danni. comunque il primo pino daniele non era poi così male, dai… nelle sue canzoni c’era amore per la città. 🙂

  9. Pingback: Napoli | Piazza Plebiscito, via sporco e graffiti. Ma è solo un trucco per il cinema: carta da parati su colonne e marmi « "LA RAMPA"

      • …buongiorno …i Napoletani,quelli veri devono indignarsi alla vista di questi scempi..la nostra meravigliosa città ,viene quotidianamente violentata e nessuno muove un dito,anzi le istituzioni sono complici come in qst caso..spero davvero che l’animo partenopeo si risvegli,anche grazie ad iniziative denuncia come la tua,cmq belle foto,anche io ho hobby della foto…magari qlc volta ci possiamo incontrare e farefoto insieme per i nostri affascinanti vicoli,a presto buona giornata…NON MOLLIAMO…

  10. Ciao, mi sono imbattuto in questo aritcolo quasi per sbaglio ma l’ho letto con gran foga! Sono un campano (del Cilento precisamente) che come tanti, studia in Toscana e esplorando questa magnifica regione spesse volte mi chiedo cosa manchi a Napoli che Firenze invece ha. Ogni volta giungo alla conclusione che non gli manca proprio nulla…Napoli è ricca di storia e di cultura al pari delle capitali europee. Beh, non dilungandomi credo che quello che hai documentato sia l’emblema della disparità; una sovrintendenza che vuol proteggere i beni culturali non permetterebbe di imbiancare su marmi ottocenteschi, non baratterebbe cultura per denaro. Il compromesso ci deve essere, c’è ovunque, ma il turista verrà a vedere beni che sono l’Italia può offrire, se volesse vedere una parete imbiancata non credo uscirebbe da casa la mattina… Ciao,scusa se mi sono dilungato! Persone come te mi fanno ben sperare per la nostra Campania…!!!

    • Ciao, grazie mille per il tuo commento!
      Sono d’accordo con quello che dici. La sensazione è perfettamente la stessa: visiti città d’arte, in questo paese, tenute benissimo, valorizzate, e poi qui passeggi e ti rendi conto che un patrimonio altrettanto interessante, e sicuramente unico, non viene trattato alla stessa maniera. La colpa viene dall’alto, infatti credo che le cose ben curate generano rispetto. L’abbandono genera invece degrado.
      Chi insegnerà ai napoletani la loro storia, se non chi quella storia ancora dovrebbe rappresentarla?
      In ogni caso ti ringrazio ancora, sto dilungandomi anch’io. Ti saluto, a presto!

  11. non ho parole…. complimenti, Ilaria, per quanto hai documentato, e al sindaco e tutte le istituzioni dico: COMPLIMENTI X LA FIGURA DI CACCA!!!!!

  12. è indispensabile una premessa.
    La polvere sotto il tappeto non è un motus napoletano
    Non è un archetipo procedurale del Sud Italia
    La polvere sotto il tappeto è una visione del mondo
    è un’etica che non la scopriamo certo oggi.
    Il problema è che nell’era delle immagini e del loro relativo consumo ad ogni costo,
    questa eticità del tappeto viene messa in luce ancor di più.
    Non si posson rimandare le riprese
    è brutto perdere l’occasione di pubblicizzare piazza del plebiscito in un film di Martone
    in Italia, d’altronde, i fondi per il restauro, le belle arti, le scienze umani e sociali sono equivalenti a zero. E credo che la polvere sotto il tappeto e la questione delle attenzioni dello Stato alla cultura in generale siano intrecciate come in una spirale. Spirale che si avvolge all’infinito.
    In Italia la cultura è vita
    Vita che si scontra con la post-modernità dove non c’è tempo e spazio per le belle arti classicamente intese
    Un liberismo sfrenato, vorticoso dove una mano di pittura è più funzionale di un bel restauro
    Penso che il tappeto prima o poi si rigonfierà molto fino ad esplodere
    anche perchè in questa modernità la polvere da metterci sotto aumenta sempre di più ed in tempi sempre più veloci…

    • Più che post-modernità, etica e liberismo, credo giovi ricordare la frase di Tremonti: “In Italia, con la cultura, non si mangia”.
      Mi spiace, altrove non si “nasconde la polvere sotto il tappeto”, pur dove vige il liberismo sfrenato. Basta girare in paesi con un patrimonio storico neanche lontanamente paragonabile all’Italia, e mi riferisco a Stati Uniti, Canada, Germania, Paesi Scandinavi, Irlanda, per rendersi conto che quel po’ di vecchie pietre che possono generare turismo, vengono curate come preziose reliquie, possibilmente abbinandole ad un visitor center che offra materiale didattico gratuito.
      Fra l’altro, solo un PAZZO può pensare di imbrattare un monumento del proprio Paese, della propria comunità locale, ed è impensabile che a Napoli si debba pulire il muro del campanile di Santa Chiara 40 volte l’anno a causa delle bestie disadattate, o che certe… cornetterie di Camorra si pubblicizzino con graffiti sui muri storici di mezza città, ma è risaputo che gli Italiani, specie a certe latitudini, hanno un concetto di “cosa pubblica” piuttosto distorto.

  13. Pingback: La faccia mia sotto ai piedi tuoi a Piazza del Plebiscito | LeDueSirene

  14. sese, davvero pretendevi che un privato, probabilmente neanche Napoletano, per qualche minuto di scena del film, si fosse incaricato di restaurare una intera piazza e monuenti annessi, al posto di chi c’è gia per farlo e non lo fa ?
    ..mangiamoci un altro babà a crema da Scaturchio, prima di andare a fare beneficenza

      • Quale passaggio del tuo pensiero meriterebbe di essere riletto ?
        Invece di criticare con la zeppola in mano, posala e prendi acetone e spugnette.
        Se pensavi che una produzione, per 5 minuti di riprese, risolvesse i problemi di amministrazione di una vita, sei una gran illusa.
        Stiamo sempre a sperare al miracolo, all intervento esterno per porre rimedio ai nostri problemi.
        Questa è la piaga della nostra città, pero menomale che almeno scaturchio fa le belle paste. Il caffe dal gambrinus, et voilà che hai fatto il tuo dovere da brava napoletana

      • Eccallà, per fuorviare il discorso dall argomento chiave, ed anche interessante, fa un Po di retorica politica. Non si cerca di risolvere la questione con onestà ma cercando di gettare ombre sul diretto interlocutore. Del resto, Quello che faccio io da bravo cittadino napoletano saranno pure fatti miei.
        Stiamo parlando delle false speranze di chi non ne può piu ed arriva ad aspettarsi un intervento da parte di terzi, a torto.
        Le cose si sono svolte cosi: c è stata un autorizzazione per girare le riprese in una pubblica piazza e tutte le dirette conseguenze come ripulire solo parte o stuccare solo mezzo busto di una statua sono state certamente vagliate da qualcuno.
        Che il lavoro sia stato fatto solo in parte, per determinate angolazioni, questo mi sembra ovvio ed in ogni caso ci guadagniamo lo stesso noi che per una volta tanto ci fanno una bella pubblicità, sopratutto per chi non è di Napoli come noi e che non si può rendere conto come hai fatto tu, del degrado totale della città.
        Che il lavoro sia stato fatto utilizzando dei prodotti che possano danneggiare i busti i marmi ed i monumenti, è da verificare, ed in quel caso li, allora si che sono fa condannare.
        In ultimo, che tu senta che le accuse a te rivolte sono sbagliate perche non ho letto bene, qui non è stato nascosto niente sotto al tappeto. Quello è il titolo adatto per la questione della monnezza. Da quello che tu porti alla luce io parlerei di una menzogna ben architettata e che magari ci può portare qualche turista in più. Forse avresti preferito che la produzione avesse evitato di scegliere quel luogo o che si fosse girato in un set ricreato ad arte, visto lo stato vergognoso dei nostri monumenti. Troppi zuccheri fanno male, sospendi un poco con le paste, la visione ti sarà più chiara

  15. scusa ma che cosa ti aspettavi da una azienda privata (“produzione”) che paga per girare delle scene di un film? che facessero il restauro della piazza? immagina che magari hanno avuto 1 giorno contato per le riprese di quelle scene, che i ragazzi della scenografia avranno lavorato di notte per rendere i fondali pronti al mattino…Tutto sommato non è comunque una cosa positiva che in tv o al cinema la piazza appaia splendida e dia l’esempio di come dovrebbe essere?? magari i cittadini che quel giorno passando (o qualche autorità) hanno avuto un bel colpo d’occhio potrebbero sensibilizzarsi su come sarebbe bella se fosse ben tenuta… mbè? perchè tanta rabbia?

    • E secondo te queste sono buone motivazioni per deturpare delle opere d’arte?!?!?! La tua è follia pari a quella di coloro che hanno fatto ciò! Io non sono un esperta, ma presumo che esistano dei metodi grafici (tipo come photoshop per le immagini, per intenderci) che avrebbero potuto ovviare al problema delle condizioni in cui sarebbero apparse le opere nelle scene, senza però andare ad intaccare cose che di certo non competevano loro!!!

  16. I ragazzi della scenografia, ma in primis la produzione, se hanno dato una mano di vernice senza autorizzazione scritta vanno denunciati. Se hanno avuto il permesso dall’assessorato o da una soprintendenza ci sono delle dimissioni da chiedere…..Alessandra tu lavori per la produzione chiamata in causa?

    • assolutamente no. non lavoro x loro nè li conosco.. ma sono CERTA che le autorizzazioni x “coprire gli scempi” con un adesivo di certo meno dannoso (non permanente) dello scempio sesso, ce le avessero.. Tanto scandalo per il paratino adesivo o x
      una pittura ad acqua, quando su quei basamenti ci stanno i graffiti con la vernice spray!!!!! ma non siamo ridicoli populisti ed ipocriti!! e cmq NO NON CI SONO METODI COME PHOTOSHOP se non sei ad hollywood!

  17. A che serve passare anni sui libri, buttare il sangue tra ricerche, specializzazioni, master e chi più ne ha più ne metta, diventare restauratori con la passione, l’amore e la voglia di far tornare alla luce ciò che intorno a noi ormai decade ed è vittima di vandalismo, per poi scoprire che basta della pittura scadente e della carta da parati per “pulire” una piazza e “riportare allo splendore dei marmi ottocenteschi”?!?!?!?!

  18. Sono profondamento amareggiato e turbato da questa vicenda vergognosa che non sarebbe mai accaduta in una qualsiasi altra città d’arte, storia e cultura come la nostra. Voglio complimentarmi per questo articolo di denuncia che trasuda appieno la tua insofferenza, la mia insofferenza e l’insofferenza di tantissime altre persone per una città completamente allo sbando dove, invece di restaurare e valorizzare ciò che di prezioso ci è stato lasciato, si pensa a rattoppare le architetture con parati e pitture improbabili. E’ vergognoso che la soprintendenza, sita proprio lì a palazzo reale, abbia concesso tutto questo e non abbia effettuato le opportune verifiche durante l’allestimento del film. Pensate che girare un film giustifichi la barbarie di gente che per sfruttare il nostro centro storico spittazza e danneggia ogni cosa? Non sarà centro un film a dare un nuovo volto a Napoli, così come non lo sarà l’indifferenza di molte, troppe persone.

    • ma non è un ” O QUESTO O QUELLO” “invece di pensare a restaurare pensa a rattoppare” Sono due enti diversi, la sopribntendenza che non fa una cippa e la produzione (privata) che la risistema x lo svolglimento del lavoro… mica la soprintendenza ha stanziato dei fondi x il restauro eseguito poi con carta da parati!!!! un conto sono i soldi pubblici MAi stanziati e NON stanziati x il restauro. Alto conto sono i soldi di un privato che x svolgere il suo lavoro quel giorno effettua una ripulita (minima) dell’immagine della piazza… Non è che una cosa abbia precluso l’altra. Ma mi sembra ovvio.

  19. Pingback: Piazza Plebiscito, via sporco e graffiti. Ma è solo un trucco per il cinema: carta da parati su colonne e marmi | Associazione Antigraffiti

  20. chi non ha capito questo prezioso intervento di una cittadina che non ama soltanto la sua città ma i cittadini stessi è della stessa stregua di chi giustifica un parcheggiatore abusivo con “tanto devono campà pure loro”. Belli i turisti quando fanno le foto alla spazzatura o ci prendono in giro o discutono di cosa avrebbero fatto al posto nostro. Le zeppole le tenete nel cervello.

    Una guida turistica.

  21. Ho letto in giro da qualche parte che quella pittura si scioglie da sola e va via lasciando inalterato quel che andava a coprire. Insomma na bella pigliat p’ cul!

  22. Pingback: Il maquillage del Plebiscito? Una prassi umiliante! | il blog di Angelo Forgione – V.A.N.T.O.

  23. I giornalisti, che hanno dato la notizia della rimozione dei graffiti dal colonnato e dalle statue equestri, dovrebbero vergognarsi del modo superficiale di pubblicare le notizie. Il giornalismo da poltrona non serve a nessuno! Quanto all’operazione di facciata, chi l’ha autorizzata? Carta da parente e vernice sul marmo, questa è pura follia! Napoli sprofonda sempre più nel baratro 😦

  24. Ciao, sono Lorena da Madrid!
    Ho fatto Erasmus a Napoli nel 2005-2006. Sono diventata napoletana dal cuore. Sono restata più che bene. Amo la città e a voi napoletani. Sono tornata quasi ogni anno, mi manca! Ogni volta ho trovato qualche migioranza… Ma sempre ho visto che questa città ha tante cose che nessuno fa attenzione abbastanza per curare questo incredibile patrimonio storico. Si spaventono in Spagna anche fuori e i propri Italiani quando dico che Napoli ha più storia che Roma: grechi, romani, spagnoli, arabi…
    Vabbè!
    Nessuno, solo i napoletani, possiam capire cosa significa vedere vincere un mondiale a Piazza Plebiscito, passeggiare al lungomare, andare a Procida, magnà una sfoggiata calda a vía Toledo… Che nessuno só

  25. Sono d’accordissimo sulla tua denuncia, anzi hai fatto bene… Ma i veri vandali, i veri distruttori del patrimonio artistico, non sono stati forse quei simpatici buontemponi a lasciare graffiti su più di 1000 anni di storia?

  26. Disgustoso.
    Questo è il chiaro segno che ciò che conta è il denaro, e la “pulizia” è stata fatta dalla produzione del film che poco se n’è importata del decoro di Napoli ma ha badato più al risparmio Lo scempio è la superficialità con cui l’amministrazione comunale ha concesso i permessi a fronte di lauta ricompensa, senza controllare cosa venisse fatto alla piazza. Servono opere massicce di ristrutturazione degli edifici storici e controlli severi per la loro preservazione. Ma non stiamo dicendo niente di nuovo… Piuttosto mi incuriosiva il perché del tuo astio verso Pino Daniele e la sua Napul’è. Ma questa è solo una piccola decontestualizzazione posta sotto forma di curiosità personale! Detto ciò, la parola vince su tutto, ergo ti stimo molto per il tuo senso civico e per il tuo spirito critico. Ad maiora.

  27. Milioni di euro di budget per il genio creativo di turno e tutt’intorno disponibilita’ e narcisismi da quattro soldi.Chi permette tutto questo scempio se non i soliti amministratori radical chic che dall’alto della loro cultura da emeriti nullafacenti non s’inventano nemmeno un minimo di contributo da far versare per la reale ristrutturazione di questi luoghi.

  28. Avendo parlato con chi si è occupato dei restauri “momentanei” voglio tranquillizzarvi del fatto che è tutto in regola: il cantiere per i restauri della piazza è già partito ma per le riprese del film non avrebbero fatto in tempo a terminarlo tutto, così hanno preso dei provvedimenti momentanei come, i parati finto marmo per il basamento della statua che verranno levati dopo le riprese, e le ridipinture sui marmi 800 che però sono state fatte con semplice tempera ad acqua quindi reversibilissime con un pò d’acqua dopo le riprese, in più queste ultime possono servire anche come protezione momentanea da ulteriori scritte vandaliche.
    Quindi come al solito non è altro che una polemica sterile creata da persone incompetenti e mal informate.

  29. Ciao Ilaria, sono una scenografa e lavoro da molti anni nel cinema. Mi sento offesa da questo articolo, se così vogliamo chiamarlo. Non ho capito bene cosa denunci e chi. Conosci il lavoro di uno scenografo? Sai che quella pittura si leva con acqua e spugna? e che il digifix oppotunamente utilizzato, ovvero con l’acqua, si toglie via come una pellicola appoggiata alla parete? immagino di no.Tu queste cose non le puoi sapere. E se non le sai,cara Ilaria, non scrivere. E non gridare allo scandalo, perchè non c’è. Onestamente mi preoccupa molto ciò che hai scritto e le risposte di molte persone aizzate da una notizia che notizia non è. Questo paese ha bisogno di cultura e di gente che sappia quello che dice, non di gente che ignora. Chi fa informazione non ha il permesso di ignorare, mai come adesso.

  30. ecco , come al solito approssimazione e indignazione(finta?vera?….) sono il teatro di litigate e “appeccichi” tra blogger, cittadini ed “esperti” vari, in vari campi, ma che non risolvono il problema. Che non è certo nelle vernici, tempere, tappezzerie, ma nella testa della gente, che sputa nel piatto dove mangia, sotterra i rifiuti tossici nella sua terra, insozza i pezzi della sua storia, fa crollare i muri che il Vesuvio ha risparmiato…. da Napoletano (sì, con la MAIUSCOLA), ed emigrato al nord devo purtroppo riconoscere che la mia terra purtroppo ha tanti, troppi, assaje figli ingrati. fin quando ci saranno loro questa terra non risorgerà mai… e non ditemi che sono presuntuoso. semplicemente è così.

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