Mary and me – 2. Carmela

L’avevano chiamata Via dei Tribunali

ma prima ancora era la via per la casa dei Re

Le maestà angioine e aragonesi

vi sfilavano entrando ed uscendo dal castello verso Capua

carmela3

i basolati scalpitanti al ritmo di cavalli aristocratici

e i nobili signori affacciati dai balconi dei loro fulgidi palazzi

finchè poi il vicerè della fiorente Toledo

non ritenne di dover avere dimora in un ampio spiazzo all’apice di strade rettilinee,

troppo larghe per il popolo.carmela1

La casa dei Re divenne tribunale, e poi carcere

la temibile e temuta Vicaria Vecchia

e ai balconi dei nobili si affacciarono i panni stesi sui fondaci

CARMELA

La via de’ Tribunali che conduceva alla porta antica fuori la città dei Romani

divenne l’arteria profonda sopra il vuoto di tufo colmo d’acque purissime

e oggi, tra i motorini e il clacson delle macchine a controsenso

Carmela cammina con lo sguardo all’insù

arrampicandosi sugli stucchi verso le strisce d’azzurro

e mentre agli angoli dei vicoli i ragazzi la chiamano per averne anche solo lo sguardocarmela2 copy

i suoi pensieri attraversano i secoli ed i millenni

sprofondando tra i contrasti di una città che la trattiene senza forza,

e quando la sera riempie quaderni di appunti

vestendo d’inchiostro le pagine bianche, pensando al momento che prenderà quell’aereo

non può fare a meno di ricordarsi dello sguardo di una bambina piccola

a Via dei Tribunali

che già parlava napoletano

ma guardava ammirata due zingari che sapevano baciarsi con più amore

di mamma e papà.

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Per saperne di più su Via dei Tribunali e Don Pedro de Toledo, puoi leggere la nota dell’autrice qui

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Disegni di Mary Cinque

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Leggi anche:

Intro
1. La via di casa

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Mary and me – 1. La via di casa

Quando niente nella giornata va come dovrebbe andare,
è l’aria del tramonto che mi consola in silenzio.
Per non sentire l’amarezza,
mi fermo al banco e compro le zeppole, i panzarotti, i crocchè.1tribunali2

Solo un’euroeottanta e il sacchetto di carta bianca pieno,
tutti guardano quella signorina con il vestitino leggero
che mangia la frittura con la faccia contenta di una bambina,
mentre il cielo sul decumano come sempre è una striscia di rosa e di azzurro,
fino ad aprirsi al cospetto del castello.1 tribunali

Mi piace lusingarmi pensando che la città sia lì per me a consolarmi:
la solita strada antica che porta a casa mia,
costellata di panni stesi, facce stanche e conosciute,
chi mi saluta, chi mi sorride e chi mi dà del voi 1tribunali4
– il nome di Caravaggio scritto come fosse una reclame,
la faccia di San Gennaro affacciato dalla guglia,
il semaforo pedonale sempre rosso,
la fontana di marmo nel cortile del palazzo ed il fascino celato del fondaco immerso nella città,
i balconi bassissimi dove stanno seduti cani e bambini,
dove guardano la strada uomini senza maglietta
finisce anche l’ultima zeppola quando appare il Vesuvio,
e poi il mio portone,

1tribunali5

il peso della giornata svanisce,
grazie alle carezze dell’invisibile mamma di tufo,
questa città che toglie e dà,
senza tregua e senza costanza,
ed io so che
finchè starò qui
avrò la certezza
di non aver sbagliato niente.

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Disegni di Mary Cinque

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